Settembre cambia tutto. I sentieri si svuotano, l’aria perde quel peso umido dell’estate e i boschi cominciano a virare — prima i larici, poi i faggi, poi tutto il resto. Nelle Dolomiti Bellunesi, nel territorio del Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti, questo passaggio ha qualcosa di teatrale: i laghi alpini riflettono gli alberi dorati con le cime sullo sfondo, e il silenzio torna padrone dei sentieri.
È il momento dell’anno in cui la montagna si guarda in modo diverso. Meno adrenalina, più attenzione. E i percorsi che in luglio sembravano scontati, in ottobre rivelano un carattere completamente nuovo.
Il giro del lago di Auronzo: sei chilometri per tutti
Il lago di Auronzo — conosciuto anche come lago di Santa Caterina — è uno di quei posti che funzionano in qualsiasi stagione, ma in autunno diventano qualcos’altro. L’anello che lo percorre è di sei chilometri, pianeggiante, su sterrato ben battuto: un percorso che non esclude nessuno, dai bambini agli escursionisti con le ginocchia non più giovani.

Le acque sono verde smeraldo, artificiali — il lago nacque da uno sbarramento — ma il colore è reale e cambia con la luce del giorno. Due punti meritano una sosta: il ponte di Transacqua, dove le bandiere di tutto il mondo danno una nota inaspettata di colore, e il ponte in legno che attraversa il lago, il tipo di struttura che chiede quasi di essere fotografata. La diga di Santa Caterina, con il suo salto verticale, chiude il giro con una presenza scenografica difficile da ignorare.
Lago di Antorno: 500 metri e le Tre Cime riflesse nell’acqua
Meno noto, decisamente più intimo. Il lago di Antorno si trova a 1.866 metri di quota, nel cuore del territorio Tre Cime Dolomiti, e ha una caratteristica che lo rende unico: dalla sua superficie si riflettono le Tre Cime di Lavaredo. Non è un’inquadratura da cercare — è semplicemente lì, disponibile, ogni volta che ci si ferma.
Il giro completo del lago è di soli 500 metri, con passerelle e ponticelli, panchine per un picnic, spazi aperti. Nessuna difficoltà tecnica, nessuna pretesa atletica. È il tipo di posto che invita a rallentare senza doverlo giustificare.
Da qui, per chi vuole allungare, partono alcuni dei percorsi più belli dell’area: l’anello delle Tre Cime di Lavaredo, l’anello del Monte Piana — dove le trincee della Grande Guerra sono ancora leggibili nel paesaggio — e il sentiero verso i Cadini di Misurina. A due chilometri si raggiunge anche il lago di Misurina, dove si specchiano il Sorapis, il Cristallo e i Cadini.

22 chilometri in bici tra i boschi della Val Ansiei
Chi preferisce le due ruote ha un percorso che vale da solo il viaggio. La ciclabile che collega il lago di Auronzo a quello di Misurina misura poco meno di 22 chilometri, con un dislivello complessivo di circa 923 metri — affrontabile con serenità in e-bike, impegnativo ma soddisfacente in bici tradizionale.
Si parte dal ponte di Transacqua, sul lago di Auronzo, e si entra subito nel ritmo lento della Val Ansiei: il fondo sterrato, la pendenza media del 3,5%, il suono del fiume Ansiei che accompagna tutta la prima parte del percorso. Le aree di sosta in legno sono ben distribuite — rastrelliere per le bici, panchine, tavoli anche coperti — e danno la misura di un itinerario pensato per chi ha voglia di fermarsi, non solo di arrivare.
Si superano il ponte di Malon e poi Taiarezze, Giralba, Val Marzon, Ponte Argentiera, Pralongo, Palus San Marco. La Foresta di Somadida, a 1.136 metri, segna il cambio di carattere del percorso: gli alberi si fanno più alti, la pendenza cresce, il paesaggio si fa più denso. Val Bona, Bivio Misurina, e si arriva al lago di Misurina, davanti alla piccola chiesa di Col de Varda. Da lì, chi ha ancora energie può proseguire verso le Tre Cime. Chi preferisce tornare, trova la stessa strada — ma tutta in discesa.

Rifugi aperti (ma meglio verificare)
Settembre e ottobre sono ancora buoni per le escursioni ai rifugi, con soste culinarie e viste sui gruppi dolomitici. Vale però la pena controllare l’apertura prima di partire: l’autunno è una stagione di transizione e alcuni rifugi chiudono in anticipo per prepararsi all’inverno. Una telefonata risolve tutto — e risparmia delusioni a quota 2.000.
Tre Cime Dolomiti: slow mountain, sul serio
Il territorio del Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti non è la montagna delle grandi strutture e delle piste affollate. È Auronzo, Misurina, le Dolomiti Bellunesi — paesaggi incontaminati, accoglienza genuina, ritmo lento. Quella che il turismo chiama ormai "slow mountain" qui non è uno slogan: è semplicemente il modo in cui funziona questo posto.
In autunno, forse più che in qualsiasi altra stagione, quella filosofia diventa tangibile. I sentieri restituiscono silenzio, i laghi restituiscono colori, e la montagna — finalmente — restituisce il tempo.
Info: Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti, Via Corte 18, Auronzo di Cadore — tel. +39 0435 99603 — auronzomisurina.it








