Dalla skincare alla cura del corpo, la vitamina A entra in formule sempre più mirate. Ma cosa sappiamo davvero sull’efficacia del retinolo e cosa, invece, appartiene al linguaggio dei claim cosmetici? Dal retinolo al bakuchiol, la guida agli attivi che stanno cambiando la bodycare.
L’estate finisce, la pelle resta. E dopo settimane di sole, caldo, esposizione e abitudini diverse dal solito, settembre può essere un buon momento per guardare alla bodycare con occhi nuovi.
Non significa inseguire l’ennesimo prodotto “miracoloso” o cercare di cancellare in poche settimane ciò che la stagione ha lasciato sulla pelle. Significa piuttosto tornare alla regolarità e, quando serve, scegliere formule costruite intorno ad attivi con una letteratura scientifica interessante.
Tra questi, il retinolo è uno degli ingredienti che negli ultimi anni ha conquistato un posto sempre più importante nella cosmetica. Nato soprattutto come protagonista della skincare del viso, oggi compare anche nelle formule dedicate al corpo.

Il retinolo non è soltanto un ingrediente anti-age
Il retinolo è una forma di vitamina A appartenente alla famiglia dei retinoidi. A differenza della tretinoina, che è acido retinoico e viene utilizzata in ambito dermatologico come farmaco, il retinolo cosmetico deve essere convertito dalla pelle in forme biologicamente attive.
La ricerca sui retinoidi è particolarmente consistente quando si parla di foto-invecchiamento. Gli studi mostrano effetti sul rimodellamento della pelle e sulla sintesi di componenti della matrice extracellulare, compreso il collagene; studi clinici hanno inoltre osservato miglioramenti di rughe, elasticità e pigmentazione con l’uso continuativo di formulazioni a base di retinolo.
La distinzione è importante: non significa che qualunque cosmetico contenente retinolo produca gli stessi risultati. Concentrazione, stabilità della formula, veicolo, frequenza di applicazione e durata del trattamento incidono sull’efficacia e sulla tollerabilità. Una revisione della letteratura sui cosmetici a base di vitamina A ha infatti evidenziato che la qualità delle prove non è uniforme tra i diversi prodotti e studi.
Perché portarlo anche nella bodycare?
La pelle del corpo non è semplicemente una versione più grande di quella del viso. Spessore, quantità di ghiandole sebacee e sensibilità cambiano a seconda delle zone; per questo anche formulazioni e concentrazioni degli attivi possono essere differenti.
Braccia, décolleté, gambe e altre aree esposte possono tuttavia essere interessate nel tempo dagli stessi fenomeni legati all’invecchiamento cutaneo e alla radiazione ultravioletta. La ricerca sui retinoidi ha documentato la loro capacità di intervenire sui processi associati al foto-invecchiamento, anche se gran parte degli studi cosmetici disponibili riguarda ancora il viso.
È proprio qui che la bodycare sta cambiando: non più soltanto idratazione, profumo e sensazione di morbidezza, ma formule che cercano di lavorare sulla qualità complessiva della pelle.

Dopo l’estate, la parola chiave è costanza
La tentazione, al rientro dalle vacanze, è spesso quella di cercare un trattamento intensivo capace di produrre risultati immediati. La biologia cutanea suggerisce invece un approccio meno spettacolare e più realistico: gli attivi cosmetici hanno bisogno di continuità.
Nel caso del retinolo, gli studi clinici mostrano risultati associati a settimane o mesi di utilizzo, non a un’applicazione occasionale. In uno studio controllato su retinolo stabilizzato allo 0,1%, i miglioramenti dei segni di foto-invecchiamento sono aumentati nel corso delle 52 settimane di trattamento.
Una più recente analisi integrata di sei studi controllati ha osservato miglioramenti dei diversi parametri di foto-invecchiamento già nelle prime 4-12 settimane con una specifica formulazione allo 0,1%, evidenziando però anche la possibilità di eritema e desquamazione, seppure poco frequenti e generalmente transitori nel campione studiato.
La parola chiave, dunque, non è “effetto immediato”. È routine.
Retinolo sì, ma con criterio
Il retinolo non è un ingrediente da trattare come un normale latte corpo. La tollerabilità è uno degli aspetti centrali della sua efficacia pratica: irritazione, secchezza, arrossamento e desquamazione sono tra gli effetti che possono comparire con i retinoidi topici, soprattutto in funzione della concentrazione e della sensibilità individuale.
E c’è un dettaglio importante per chi acquista cosmetici in Europa. Dal 1° novembre 2025 i prodotti cosmetici contenenti retinolo, retinil acetato o retinil palmitato non conformi alle nuove condizioni non possono essere immessi sul mercato dell’Unione; la normativa stabilisce, tra l’altro, un limite dello 0,05% di retinolo equivalente per le lozioni corpo e dello 0,3% per altre categorie di prodotti leave-on e rinse-off. È inoltre prevista un’avvertenza relativa all’assunzione complessiva di vitamina A.
Un motivo in più per non valutare un prodotto soltanto dalla presenza della parola “retinolo” sulla confezione.
E il bakuchiol?
Nella nuova bodycare compare anche il bakuchiol, ingrediente di origine vegetale spesso presentato come alternativa al retinolo.
La definizione va però utilizzata con precisione: bakuchiol e retinolo non sono la stessa sostanza. Esistono dati interessanti sul loro comportamento cosmetico e uno studio randomizzato e in doppio cieco su 44 persone ha confrontato una crema allo 0,5% di bakuchiol con una allo 0,5% di retinolo per 12 settimane, osservando miglioramenti delle rughe e dell’iperpigmentazione con entrambi; nel piccolo studio, il retinolo ha provocato più frequentemente desquamazione e bruciore.
È quindi più corretto parlare di ingrediente alternativo con evidenze promettenti, piuttosto che di equivalente perfetto.

Niacinamide e Centella: la parte “quieta” della formula
Quando si parla di trattamenti corpo evoluti, l’attenzione tende a concentrarsi sull’attivo protagonista. Ma una buona formula è anche una questione di equilibrio.
La niacinamide, forma della vitamina B3, è studiata per il suo ruolo nel supporto della barriera cutanea e per diversi effetti cosmetici, tra cui il miglioramento dell’uniformità dell’incarnato. Studi specifici su prodotti corpo contenenti niacinamide e glicerina hanno evidenziato miglioramenti dell’idratazione e dell’integrità della barriera dello strato corneo.
La Centella Asiatica, invece, è un ingrediente tradizionalmente utilizzato nelle formulazioni cosmetiche per le sue proprietà lenitive e idratanti. Nel caso di E’lifexir Anti-Flacidez Retinol, viene associata alla niacinamide all’interno della formula.
Un esempio concreto: E’lifexir Anti-Flacidez
È in questo panorama che si inserisce E’lifexir Anti-Flacidez Retinol, crema-gel corpo a uso serale presentata da E’lifexir come trattamento intensivo. La formula utilizza quello che il brand definisce RetinDual System, basato su un doppio retinolo, insieme a Phytosonic, Centella Asiatica e niacinamide.
Phergal Laboratorios attribuisce a Phytosonic un effetto “aspirante” e lo descrive come un sistema che imita la tecnologia degli ultrasuoni, sostenendo che possa potenziare i risultati dei trattamenti professionali. Questo va però considerato un claim del produttore, non una dimostrazione indipendente dell’efficacia di una tecnologia a ultrasuoni applicata al prodotto.

La stessa cautela vale per i risultati numerici riportati dall’azienda. E’lifexir cita, tra gli altri, un’autovalutazione condotta su 20 volontari per 45 giorni e percentuali relative alla percezione di compattezza, volume e aspetto della pelle. Sono dati che descrivono le risposte del campione studiato e non equivalgono a una prova clinica indipendente dell’efficacia del prodotto.
È proprio questa distinzione che permette di leggere la cosmetica con maggiore consapevolezza: separare ciò che sappiamo sull’ingrediente da ciò che un’azienda sostiene sulla propria formulazione.
Questo non toglie interesse alla formulazione di E’lifexir Anti-Flacidez Retinol, che presenta un insieme di attivi coerente con l’obiettivo di migliorare l’aspetto e la qualità della pelle. I test condotti dall’azienda hanno inoltre evidenziato risultati incoraggianti: nell’autovalutazione riportata dal brand, il 95% delle partecipanti ha dichiarato di percepire una pelle più compatta e levigata, mentre il 90% ha riferito un miglioramento del volume e della definizione dei contorni.
Sono dati da leggere nel loro corretto contesto, ma che indicano comunque una risposta positiva del campione e rendono il prodotto un esempio interessante di come la ricerca cosmetica stia evolvendo anche nell’ambito della bodycare.
La nuova body routine, dopo l’estate
Una routine corpo sensata non ha bisogno di dieci prodotti. Ha bisogno di costanza, formulazioni coerenti e aspettative realistiche.
Detersione non aggressiva, idratazione quotidiana e protezione solare delle zone esposte rimangono la base. Gli attivi come retinoidi e niacinamide possono inserirsi in un secondo momento, scegliendo prodotti formulati specificamente per il corpo e introducendoli con gradualità quando necessario.
Il retinolo, soprattutto, non cancella ciò che l’estate ha lasciato sulla pelle. Può però inserirsi in una strategia cosmetica più ampia orientata nel tempo a texture, elasticità, uniformità e qualità della pelle. Le evidenze più solide riguardano il foto-invecchiamento e alcune specifiche formulazioni; estendere automaticamente quei risultati a ogni cosmetico o a ogni zona del corpo sarebbe scientificamente scorretto.
RETINOLO: 4 COSE DA SAPERE
01 — Non è la stessa cosa della tretinoina
Il retinolo è un retinoide cosmetico, mentre la tretinoina è acido retinoico e ha un impiego dermatologico diverso.
02 — Non agisce in una notte
Le evidenze disponibili mostrano che i risultati richiedono continuità e tempi di trattamento variabili.
03 — La tollerabilità conta
Secchezza, arrossamento e desquamazione possono comparire: la formulazione e la frequenza d’uso sono importanti.
04 — Anche il corpo ha bisogno di protezione solare
Il retinolo non sostituisce la fotoprotezione: prevenire l’esposizione UV rimane uno dei cardini della gestione del foto-invecchiamento.







